La piattaforma scelta per il progetto della Bibliografia Palazzeschi è WCM digital humanities, sviluppata da Progettinrete per la valorizzazione dei prodotti della ricerca nel settore delle DH, e configurata e personalizzata da MRX per incarico del Centro studi Aldo Palazzeschi.
La piattaforma WCM, attraverso vari ambienti e moduli operativi, infatti, assicura servizi di digitalizzazione, gestione avanzata e marcatura di prodotti e strumenti di ricerca, gestione dei metadati e DOI, attuazione di politiche di preservazione digitale, implementazione di motori di ricerca e monitoraggio delle statistiche per misurarne l'impatto.
I moduli di WCM implementati in questo progetto sono:
- WCM archeotheke per la schedatura di archivio e la gestione delle immagini;
- WCM banche dati per la costruzione della bibliografia Palazzeschi;
- WCM P-MARC per la gestione e marcatura dei testi di Palazzeschi;
- WCM repository per la realizzazione del repository Palazzeschi e la preservazione digitale;
- WCM CMS per la gestione dei contenuti del sito;
- WCM XML TEI + INDESIGN plugin per la esportazione in XML e la generazione di PDF con Indesign;
- WCM Index + Search plugin per la indicizzazione e la ricerca.
Con questa dotazione informatica il gruppo di lavoro responsabile della progettazione ha stabilito le linee guida e le modalità operative per realizzarle.
Caratteristiche peculiari del progetto
Utilizzo di una piattaforma web per la schedatura, nel rispetto degli standard internazionali
La piattaforma web di schedatura è stata configurata secondo un tracciato nel rispetto degli standard internazionali, per garantire la massima interoperabilità dei dati, nel rispetto dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable and Re-usable).
Messa a punto di un flusso XML-Indesign per la realizzazione di una versione stampabile
I dati provenienti dalla piattaforma sono esportati in formato XML e poi importati in un template di Indesign con una rimappatura tag-stili; in questo modo si può ottenere una impaginazione automatica con produzione di un PDF di qualità utile per la revisione dei dati e per la pubblicazioni di cataloghi a stampa o digitali.
Utilizzo degli identificatori persistenti per la disseminazione
Per garantire i risultati di indicizzazione si è deciso per l’adozione sistematica di identificatori persistenti tra i quali ORCID, ISBN, ISSN, DOI, ISNI. Grazie alle relazioni che vengono intessute fra questi identificatori, registrate nei metadati che accompagnano i prodotti della ricerca, si costruisce il network informativo e si consente la navigazione da entità a entità, promuovendone la diffusione.
Metadati di qualità per la disseminazione
La creazione di metadati di qualità è un aspetto rilevante del progetto, sia per la scelta iniziale dei profili e dei tag da utilizzare, sia per la successiva attività di metadatazione di ciascun oggetto; i metadati, infatti, servono non soltanto per classificare e gestire gli oggetti digitali all’interno della collezione e del repository, ma anche nella prospettiva di una interoperabilità con altri sistemi.
Utilizzo del DOI con Crossref per le schede bibliografiche e metadati per la registrazione
Il progetto prevede l’assegnazione e la registrazione di una serie di DOI per la banca dati della bibliografia in corrispondenza dei vari livelli gerarchici con cui il database è organizzato (database, collection, record, quest’ultimo corrispondente alla singola scheda della bibliografia).
Archiviazione a lungo termine
Si è scelto di implementare fin da subito un piano di preservazione a lungo termine per l’intero progetto, utilizzando Zenodo (archivio digitale multidisciplinare, gratuito e Open Access, gestito dal CERN) come repository per la preservazione a lungo termine.
Versioning con responsabilità attraverso i metadati del DOI e Crossmark
Per garantire la citabilità e l’autorialità delle voci della Bibliografia informatizzata che si configura come una banca dati aperta ed aggiornabile, si è scelto di adottare una politica di Versioning per le schede, in abbinamento con il servizio Crossmark. In questo modo, nel caso di modifiche sostanziali (quali ad esempio l’intervento di un nuovo autore), viene conservata la versione precedente e pubblicata una nuova, registrando un nuovo DOI; nei metadati di registrazione si farà attenzione a collegare il nuovo DOI al precedente; il bottone di Crossmark consentirà di tenere traccia delle modifiche effettuate.
In questo modo saranno proprio i metadati - nella sezione dello schema riservato a Crossmark, e reso consultabile all’interno delle schede stesse (o del PDF generato) attraverso il servizio “Check for updates” di Crossmark - a garantire la tracciabilità e la rispondenza tra il DOI e la versione di un certo contenuto scientifico, così come era stato pubblicato ad una specifica data.